La crescita economica ed occupazionale

Turismo e Cultura

“L’industria del turismo e della cultura può e deve diventare uno strumento di crescita economica ed occupazionale per il Piemonte e il suo capoluogo. Ma per farlo, deve essere trattata per l’appunto come un’industria, non come un passatempo. Con professionalità, investimenti strutturali e capacità di marketing territoriale”. Non ha dubbi Roberto Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Torino: “Mentre la storica presenza di Fiat a Torino e nell’hinterland ha sempre meno peso occupazionale, è ovvio che si debba puntare anche su altro, pur non dimenticandoci la vocazione produttiva della nostra Regione”.
Perché il Piemonte, continua Rosso, “ha grandi patrimoni artistici, paesaggistici e culturali da offrire ai visitatori, che per il momento sono sotto utilizzati. Devono diventare una capacità di creare ricchezza costante, devono occupare in modo continuativo migliaia di persone e devono far affluire valuta sui nostri territori. È necessaria una politica integrata, che parta dalla battaglia che ho intrapreso di rilancio e sviluppo dell’aeroporto di Caselle e che arrivi all’incremento della presenza di compagnie di hotel internazionali, che da sole già si occupano del marketing territoriale laddove hanno interessi economici da gestire”.
Anche perché il Piemonte, dai laghi del Novarese del Vco, alle Alpi, dai Sacri Monti alle migliaia di centri storici ricchi di storia ed arte, le Langhe, il Monferrato, sino alle città più grandi e a Torino, scrigno del barocco e non solo, può “ragionevolmente prendersi una fetta importante del mercato turistico italiano, che opera in maniera piuttosto artigianale un po’ dovunque, ma che in molte regioni e città funziona a prescindere, perché a Firenze, Venezia e Roma i turisti ci andranno comunque, malgrado le politiche di incoming non siano un granché nemmeno in quelle località”. Senza dimenticare tutta la partita dell’enogastronomia, che in tutta la Regione può vantare centri di eccellenza che la presenza di Slow-food proprio nel nostro territorio “già aiuta e che potrà ulteriormente sviluppare in futuro”.

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